Author Archives: Alessandro Froio

Simiyu Region – April 2018

 

Tra marzo e aprile ho avuto l’opportunità di documentare il progetto “The Next Generation Program” di Medici con l’Africa CUAMM nella regione di Simiyu, Tanzania. Per la precisione mi trovavo nella piccola cittadina di Bariadi, dove ho potuto vivere la vera essenza della Tanzania, assaporare le loro tradizioni e immettermi nella vita rurale che conducono.

Era la mia prima esperienza in Africa e devo ammettere che i primi giorni sono stati un po’ traumatici, essendo una realtà completamente diversa dalla nostra. È difficile spiegarsi come le persone possano vivere in quelle condizioni e ancora di più vedere la povertà e non poter far nulla.

Le persone sono cordiali e pacifiche, tutte le comunità a cui abbiamo fatto visita ci hanno accolto con grande ospitalità, e sono tutti molto curiosi soprattutto quando vedono una macchina fotografica e quando dopo aver scattato la foto gliela fai vedere. Nonostante questo fare le foto non è facile, si è sempre osservati, soprattutto essendo stato uno degli unici 4 bianchi che vivono a Bariadi.

La gente a Bariadi vive in case costruite con fango e mattoni, che costituiscono solo un riparo, essendo prive di servizi igienici e rete idrica. Le strade eccetto la principale sono sterrate, ciò ne rende la percorribilità molto difficile in questo periodo delle piogge, e la maggior parte delle persone si sposta a piedi o in bicicletta. Le strutture sanitarie per i più fortunati sono a km di distanza, ma per la gente che vive in comunità più remote possono distare ore di cammino.

Sono rimasto molto colpito anche da come le donne siano figure essenziali nelle comunità. Lavorano senza sosta, accudendo i figli, cucinando, facendo il bucato e andando a lavorare nei campi. Penso siano una forza insostituibile e unica.

I bambini regalano tante soddisfazioni, sorridono e ti salutano, sempre.
A volte è imbarazzante perché se sono in gruppo ti accerchiano e non ti lasciano più andare via, tutti i giorni e tutte le volte che ti vedono. Questo succede soprattutto con i più piccoli, perché già dai 6 anni alcuni sono uomini responsabili, portano in giro il bestiame, si prendono cura dei fratelli più piccoli, e quando ti vedono il loro sguardo rimane fisso. Sono rimasto profondamente colpito anche dal fatto che nessun bambino avesse un gioco, una bambola, assolutamente nulla, al massimo giocavano con ruote o arrampicandosi sugli alberi.

È un’esperienza che tocca, ti fa crescere e ti rende consapevole che esistono realtà molto diverse dalla nostra. Ho capito anche che nonostante ognuno abbia la propria visone del mondo, finché non lo si vede con i propri occhi si tende sempre a credere ciò che si sente dire in giro.